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Il sindaco Federico Basile si esprime sui risultati delle azioni di contrasto alla crisi idrica: “Richieste d’aiuto diminuite del 19%”. In arrivo per l’autunno interventi strutturali e l’attivazione di altri due pozzi

MESSINA – “Un Piano dinamico” quello messo a punto due settimane fa per affrontare la crisi idrica, come lo ha definito lo stesso sindaco Federico Basile già al momento della presentazione. Ha subito variazioni e aggiustamenti nei successivi giorni per venire incontro alle diverse esigenze del territorio. La prima settimana di erogazione a giorni alterni nelle zone A e B è stato un test sul campo, hanno detto gli stessi tecnici del Comune, la seconda ha dato risposte più puntuali a chi si è ritrovato con i rubinetti asciutti malgrado, secondo il calendario reso noto, avrebbe dovuto riceverne per alcune ore, ma non siamo ancora a quella copertura di tutti i disagi che vengono segnalati.

È stato potenziato il Coc con 30 autisti e 10 centralinisti della Messina Social City, per provare a essere più tempestivi di fronte alle chiamate degli utenti; sono state individuate le zone più critiche nelle quali esistono problemi specifici per i quali di acqua ne arriva poca; è stato implementato il numero di autobotti, che quando è partito il piano, erano 9 e che ammonteranno a 14 con l’arrivo degli ultimi mezzi acquistati.

“Le richieste di aiuto, con il nuovo metodo di erogazione – ha detto Basile – sono scese del 19%, e siamo riusciti a garantire interventi al 50% a fronte del 30% precedente. Questo ci fa dire che questa soluzione sta funzionando; stiamo lavorando per arrivare a uno standard del 90%.” In una settimana particolare, con l’arrivo di tanti turisti in città per la processione della Vara, gli sforzi sono stati maggiori perché i disagi fossero limitati. Strutture ricettive, bar, ristoranti, negozi hanno avuto maggiore necessità di acqua e per molti sono intervenute ancora le autobotti per riempire i serbatoi.

Un tema che è stato affrontato nella prima settimana è quello di diversi locali costretti a chiudere le proprie toilette per mancanza d’acqua. Da qui il rilancio della proposta, da parte del vicepresidente del Consiglio comunale Giandomenico La Fauci, di posizionare bagni pubblici a pagamento in alcuni punti strategici della città. La proposta trova il pieno appoggio di Alberto Palella, presidente di Confesercenti che da anni con il comparto delle guide turistiche cerca di portare avanti questa idea, che a prescindere dall’emergenza idrica, ha detto, è segno di civiltà e di una città che vuole fare accoglienza turistica. Altre anomalie emerse in questa emergenza le ha raccontate al QdS l’assessore alle Attività produttive Massimo Finocchiaro, e riguardano alcune imprese che richiedevano le autobotti al Comune ma che, si è scoperto, non possedevano neppure il contatore Amam e quindi non hanno mai pagato finora l’acqua consumata.

Si è proceduto quindi alla denuncia. Il consigliere della quarta Municipalità Renato Coletta rileva ancora le difficoltà di approvvigionamento idrico nelle vie Delle Mura, Osservatorio, Setaioli e Mitchell. “La situazione si è aggravata perché non arriva più acqua a causa dell’elevata quota altimetrica in cui si trovano, rispetto all’anello di distribuzione del serbatoio comunale ed è difficile intervenire anche con le autobotti”. Coletta chiede al sindaco, all’assessore Caminiti e alla presidente Amam Bonasera di realizzare un allaccio diretto al serbatoio comunale Trapani, per la distribuzione ricadente nella zona.

Crisi idrica, si guarda all’autunno per soluzioni strutturali

Se in questo momento si sta intervenendo con soluzioni tampone per affrontare una difficile stagione estiva, è chiaro che si guarda all’autunno per soluzioni strutturali. Ci sono lavori a breve, medio e lungo termine, e quelli che, essendo in attesa di finanziamento – come quelli da 60 milioni di euro – hanno una tempistica che non è facile determinare.

Ci si attende benefici più immediati dai pozzi come ha spiegato al QdS Francesco Caminiti, assessore all’Ambiente. “Con i 20 milioni del Pnrr ottenuti dall’Amam, stiamo sistemando solo la “terziaria”, la condotta che porta l’acqua al contatore nella zona da viale Gazzi all’Annunziata, lavori in corso su più anni per diminuire le perdite, siamo partiti dal quartiere Lombardo. La maggior parte degli interventi sono indirizzati alla ricerca idrica lavorando su pozzi e sorgive e reperire nuovi litri al secondo. Abbiamo attivato tre pozzi e ne attiveremo altri due a breve, stiamo cercando di utilizzare anche quelli dentro aree di altri enti come Fs e Università”.

Il pozzo di Briga, pur essendosi rivelato meno ricco d’acqua rispetto a quanto ci si aspettasse, sarà comunque messo in funzione nei prossimi giorni. C’è il pozzo Trimarchi, in zona Papardo e il Marullo, che si immette nel Gonzaga-Tremonti, ormai parte integrante della rete. Ci sono poi i pozzi privati ma le procedure in questo caso sono più complesse.



 

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