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L’Australia ha annunciato la costruzione del parco solare più grande al mondo. Denominata SunCable, la nuova centrale fotovoltaica verrà costruita nell’area del Northern Territory e dovrebbe essere operativa nel 2030. La centrale occuperà un’area di circa 120 chilometri quadrati e distribuirà energia non solo a 3 milioni di case australiane ma, venendo trasportati con cavi sottomarini, anche a Singapore. Il progetto avrà un impatto enorme nel settore delle rinnovabili, portando ad una riduzione di 480 milioni di tonnellate di gas serra.

SunCable, il colosso dell’energia pulita

Il progetto è stato approvato dal governo australiano mercoledì 21 agosto raccogliendo immediatamente il favore della comunità ambientalista, ma non solo. Di fatto SunCable sembra destinato a dare un preziosissimo contributo allo sviluppo del settore dell’energia rinnovabile, facendo sperare in una più rapida fine dell’era del fossile.

SunCable sarà la più grande centrale solare del mondo, talmente imponente che sarà visibile persine dallo spazio. Stando ai dati del progetto la struttura dovrebbe occupare all’incirca 12mila ettari di terreno (120 chilometri quadrati) nella zona del Northern Territory, costerebbe 30 miliardi di dollari australiani e darebbe lavoro ad oltre 14mila persone. Le batterie dell’enorme impianto potranno immagazzinare fino a 40 gigawatt.

SunCable fornirà 4 gigawatt di energia all’ora per uso domestico alla città di Darwin, capoluogo dell’area e maggior centro abitato, provvedendo al fabbisogno di 3 milioni di case. Per trasportare l’energia dalla centrale a Darwin è prevista la costruzione di una nuova linea di trasmissione da 6,4 gigawatt, lunga circa 800 chilometri; la rete dell’alta tensione sarà realizzata lungo il percorso della principale linea ferroviaria nord-sud del paese. Prevista anche la costruzione di un impianto manifatturiero di moduli fotovoltaici nella zona di Darwin, alimentato con l’elettricità verde e a basso costo del mega-generatore.

La zona del Northern Territory è stata scelta per via del fatto che è una delle zone più soleggiate del pianeta: in alcune parti le precipitazione non superano i 250 millimetri all’anno e la temperatura minima non scende mai al di sotto dei 15 gradi celsius. Il sito ufficiale di SunCable riporta che oltre 58mila petajoules di energia solare cadono in Australia all’anno: un potenziale che non può non essere sfruttato.

Tanya Plibersek, ministro dell’Ambiente australiano, ha descritto così il progetto: “Si tratterà della più grande area solare del mondo, che farà dell’Australia il leader mondiale dell’energia verde”.

L’asse rinnovabile Australia-Singapore-Indonesia

SunCable è stato finanziato solo in parte dal governo di Canberra e non è stato promosso da nessuna azienda australiana. L’idea infatti è di un’impresa di Singapore, finanziata dal miliardario ecologista Mike Cannon-Brookes, la quale ha “solo” chiesto l’autorizzazione al governo australiano per costruire la centrale solare sul suo territorio; inoltre SunCable non fornirà energia soltanto alla città di Darwin, ma anche a clienti distanti migliaia di chilometri.

Una parte dell’energia prodotta dal colossale impianto saranno inviati a Singapore, coprendo circa il 15% del fabbisogno energetico della città. L’energia verde sarà inviata attraverso 4.300 chilometri di cavi sottomarini ad alta tensione, passando anche sul territorio dell’Indonesia ( il governo di Giacarta aveva già dato il via libera ai lavori nel 2021), percorrendo la linea battezzata Australia-Asia Power Link.

SunCable dovrebbe essere pronta entro il 2030, creando migliaia di posti di lavoro e un giro di affari multimiliardario. Il progetto inoltre ridurrà le emissioni globali di gas serra di 480 milioni di tonnellate, equivalenti alla media dell’elettricità usata da oltre 2,5 milioni di case australiane ogni anno.

Lo scopo promosso da SunCable è chiaro: creare “un modo migliore di trasmissione, un migliore accesso alle energie rinnovabili e un futuro migliore per la regione e per la nostra economia”. Se il progetto di questo enorme parco solare dovesse realmente funzionare, darebbe vita ad una vera rivoluzione del settore energetico. Una cosa di cui sembriamo necessitare tutti.

 

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