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Banche più utili e meno prestiti.

Il sistema bancario anche in occasione delle recenti semestrali continua a macinare utili, con l’obiettivo di superare ampiamente i risultati dell’anno precedente. La banca che registra il maggior utile è Intesa Sanpaolo, con un utile che vola a ben 4,8 miliardi, attestandosi su un aumento del 12,9% rispetto a quello del periodo precedente.

Non a caso il dr. Carlo Messina, Amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, ha puntualizzato che “la remunerazione degli azionisti è per me e per la banca una priorità”. Le parole del Ceo Messina, hanno messo il turbo al titolo portandolo ad una quotazione di 3,79 euro, con un aumento del 3,55%. La capitalizzazione ha così toccato la poderosa cifra di ben 69,4 miliardi di euro, ad una distanza molto ravvicinata al Santander di 69,9 miliardi di euro e più vicina a quella del BNP Paribas, che si attesta su 72,6 miliardi di euro.

Il dr. Messina, ha riferito che per l’esercizio 2024 e 2025, si punta a conseguire un utile superiore a 8,5 miliardi di euro.  E mentre le banche continuano a produrre sempre maggiori utili, sul fronte del credito si registra una contrazione dei finanziamenti sia alle imprese che alle famiglie. Nel recente bollettino economico della Banca d’Italia (n. 3 del 2024 ), nel capitolo “Il credito e le condizioni di finanziamento”, è riportato quanto segue: “I prestiti alle imprese hanno continuato a contrarsi in maggio (- 1,1 per cento, sui tre mesi e in ragione di anno), seppure meno intensamente rispetto a febbraio. La flessione resta marcata per le aziende delle costruzioni e della manifattura. La diminuzione dei finanziamenti alle famiglie si è attenuata (0,5 per cento), i mutui per l’acquisto delle abitazioni hanno ristagnato”.

Nell’indagine trimestrale sul credito bancario nell’area dell’euro (Bank Lending Suevey ) pubblicata in aprile, “le risposte degli intermediari indicano che la debolezza dei prestiti alle imprese italiane ha continuato a riflettere una domanda di credito contenuta – anche a causa degli alti tassi di interesse – e una intonazione restrittiva dell’offerta per la diffusa percezione del rischio”.

Lo stesso Governatore di Bankitalia, dr. Fabio Panetta, ha avUto modo di chiarire che “la decelerazione del credito è paragonabile a quella che caratterizzò gli episodi di crisi dello scorso quindicennio. Gli effetti sulla economia reale sono stati però assai meno gravi”.  Per quanto riguarda il rischio, Panetta ha evidenziato che “segnali in tal senso stanno già emergendo: nel primo trimestre 2024 il flusso dei prestiti deteriorati è salito al 2,1 per cento dei finanziamenti complessivi alle imprese, dall’1,8 per cento del trimestre precedente, e si stima che continuerà a crescere anche in maniera  moderata sia quest’anno e sia il prossimo. Per le famiglie il tasso di deterioramente rimarrebbe contenuto, intorno all’1 per cento”.

Si tratta comunque, si sottolinea, di valori lontani dai massimi storici: nei momenti difficili dello scorso decennio questo indicatore sfiorò il 10 per cento per le imprese e superò il 3 per cento per le famiglie. Ora si spera che la solidità delle banche rappresenti un elemento di forza del nostro sistema produttivo. E come ha sottolineato il Governatore Panetta, in occasione del suo intervento all’Assemblea dell’ABI, “le banche hanno il compito di accompagnare la ripresa della domanda, affiancando famiglie e imprese ed evitando che il credito possa costituire un freno ai consumi e agli investimenti. Potranno, per questa via, contribuire al rilancio dell’economia italiana”.

Appello che ha rivolto alle banche anche il ministro Giorgetti, il quale ha dichiarato: “le banche italiane sono e continueranno ad essere il braccio operativo dell’economia del Paese, degli imprenditori che ogni giorno rischiano per fare impresa e rendere il nostro Paese competitivo. Sono uomini e donne in carne e ossa. E qui vorrei dirvi che la banca non è un algoritmo. Non lo deve essere. E soprattutto non lo può essere l banchiere. Metteteci intelligenza e cuore e anche i risultati saranno migliori “.

Ora si spera che gli appelli di Panetta e Giorgetti non cadano nel vuoto e che le banche provvedano a concedere credito per sostenere la crescita economica della nostra economia. E come sostiene il presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, “le banche del domani, che è già oggi, sono tutte in concorrenza, sono e saranno sempre più sostenibili, vigili verso ogni rischio per la salute e per l’ambiente, consapevoli, trasparenti, veloci, interattive ed umane, impegnate per l’educazione e la correttezza finanziaria, per garantire a ciascuno la libertà e la responsabilità di scegliere in quali modalità effettuare ogni tipo di operazioni”.

Circa le critiche verso le banche, Patuelli ha dichiarato: ” lavoriamo spesso ” controvento”, abbiamo subito anche “errori di diritto”, così sentenziati in via definitiva dalle Giurisdizioni della UE . Abbiamo resistito a fasi di altà ostilità verso le banche: ci guida la intransigenza morale dei più insigni banchieri, da Raffele Mattioli a Stefano Siglienti che nel 1945 rifondò l’ABI libera e indipendente, dopo essere stato detenuto in via Tasso e a Regina Coeli dalla quale, ottant’anni fa, riuscì a fuggire, scampando all’eccidio delle Fosse Ardeatine”. Ha ricordato, inoltre, che “Centocinquant’anni fa nacque Luigi Einaudi: lo ricordiamo con le parole di un suo giovane allievo universitario, Piero Gobetti, che descrisse “il suo modo di considerare le leggi economiche con rigorismo etico”, esercitando “una morale austerità antica di elementare semplicità”. 

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