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Genova, 18 lug. – (Adnkronos) – Nuova ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per il governatore ligure Giovanni Toti, già ai domiciliari dal 7 maggio per corruzione, con l’accusa di violazione alla legge sul finanziamento di partiti in relazione a 50mila euro che sarebbero stati versati da Esselunga alla tv genovese Primocanale per le elezioni comunali del 2022 poi vinte dall’attuale sindaco Marco Bucci, non indagato.

Secondo la procura di Genova, gran parte di quei fondi furono utilizzati per pagare spot elettorali del comitato Toti per Bucci, il candidato poi eletto primo cittadino. Il provvedimento, notificato stamane nella casa di Ameglia, non prolunga gli arresti domiciliari per il governatore che ‘scadrebbero’ a inizio novembre.

Toti dovrà affrontare un nuovo interrogatorio di garanzia, sempre davanti al gip Paola Faggioni, entro dieci giorni. Se la vecchia ordinanza gli consenti gli incontri politici, questa nuova misura mette a rischio i confronti a partire dall’incontro in programma domani con il leader della Lega Matteo Salvini.

La nuova misura cautelare prevede il divieto “di comunicare con persone diverse da congiunti o familiari conviventi come unica misura adeguata a svolgere una efficace funzione cautelare – dovendo ritenersi del tutto inadeguata l’applicazione di altre misure cautelari – nonché proporzionata alla notevole gravità dei fatti”.

Una decisione presa dalla giudice di Genova Paola Faggioni, la stessa che ha firmato la prima ordinanza e che autorizza le istanze della difesa di Toti al quale da settimane vengono concessi incontri politici. Le esigenze cautelari contenute nell’ordinanza di oggi impediscono, salvo sorprese, nuovi incontri almeno fino all’interrogatorio di garanzia (entro dieci giorni) e dunque è a forte rischio l’incontro previsto per domani con il leader della Lega Matteo Salvini.

“E’ evidente la permanenza e attualità del pericolo che l’indagato possa reiterare analoghe condotte – peraltro ritenute pienamente legittime e corrette dal predetto – tenuto conto anche del fatto che nel 2025 sono calendarizzate le elezioni regionali e che la campagna per la raccolta dei fondi è già iniziata”, si legge in uno dei passaggi dell’ordinanza con cui il gip di Genova motiva le esigenze cautelari (arresti domiciliari) nei confronti del governatore ligure.

Per la giudice, la stessa che ha firmato la prima ordinanza, gli ultimi sviluppi investigativi “rendono nuovamente attuali anche le esigenze cautelari, stante il pericolo di inquinamento probatorio in ragione del pericolo che l’indagato, ove non sottoposto ad alcun vincolo cautelare, si ponga ni contatto con altri indagati per elaborare una strategia comune o che, sfruttando l’influenza derivante dalle funzioni svolte, contatti altre persone in grado di fornire circostanze utili ai fini di una conveniente ricostruzione delle nuove condotte criminose emerse”. La gip ritiene che, “tenuto conto della gravità delle condotte, e della conseguente strumentalizzazione della propria funzione pubblica per il perseguimento di interessi personalistici”, la misura dei domiciliari “sia proporzionata alla gravità dei fatti”.

Il pericolo di reiterazione “si configura vieppiù concreto” considerando che Toti “continua tuttora a rivestire le medesime funzioni e le cariche pubblicistiche, con conseguente possibilità che le stesse vengano nuovamente messe al servizio di interessi privati in cambio di finanziamenti. Al riguardo, è anche particolarmente significativo il fatto che, nel corso delle indagini, erano emerse, da parte di Moncada, richieste di interessamento a Toti anche in relazione ad ulteriori pratiche amministrative coinvolgenti competenze regionali e, in particolare, in relazione all’apertura di ulteriori punti vendita Esselunga a Savona e Rapallo. Rimane, pertanto, il pericolo concreto che l’indagato possa continuare ad agevolare gli interessi di tali gruppi imprenditoriali” conclude la gip Faggioni.

E’ di oltre 50mila euro il presunto finanziamento illecito su cui ha indagato la procura di Genova e che ha portato oggi la giudice Faggioni a una nuova misura cautelare. Nel capo di imputazione – si tratta di episodi già presenti nella prima ordinanza – si accusa Toti in concorso con Matteo Cozzani in qualità di capo di gabinetto del presidente della Regione Liguria e Maurizio Rossi rappresentante legale di Terrazza Colombo srl e di Ptv programmazioni televisive srl (entrambi indagati) di aver ricevuto da Francesco Moncada, (allora consigliere di amministrazione di Esselunga) “un finanziamento rappresentato da 5.560 passaggi elettorali pubblicitari a favore del candidato sindaco Marco Bucci (non indagato) per le comunali del giugno del 2022 del valore di circa 55.600 euro”.

“Passaggi materialmente erogati da Ptv spa ma offerti da Esselunga spa in modo occulto e cioè senza alcuna delibera da parte dell’organo sociale competente, senza una regolare iscrizione a bilancio e senza procedere ad alcuna dichiarazione congiunta – si legge nel provvedimento -. In particolare, Moncada, in accordo con Rossi Cozzani e Toti, prometteva di concludere e poi concludeva un contratto di pubblicità con Maurizio Rossi che formalmente avrebbe dovuto pubblicizzare solo Esselunga ma che, in realtà, avrebbe coperto i costi anche dei passaggi pubblicitari per la campagna elettorale della lista Liguria al centro Toti per Bucci”.

Al fine, poi, di poter giustificare i passaggi pubblicitari offerti – dal 26 marzo al 12 maggio del 2022 – dalla società Esselunga per la lista pro Bucci, Rossi stipulava, con il Comitato Giovanni Toti Liguria, quattro contratti che prevedevano la proiezione di un totale di 500 passaggi di una clip al prezzo complessivo di 5.000 euro (costo unitario per singola clip pari a 10 euro), ma, in realtà, “a fronte dei 500 passaggi previsti e contrattualizzati, ne venivano effettuati 6.060 per un valore economico complessivo pari a 60.600 euro”. Un finanziamento che avrebbe avuto come contropartita, secondo l’ipotesi accusatoria, un interessamento da parte di Toti per delle nuove aperture di punti vendita Esselunga.

 

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